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Torneremo a Times Square una volta o l'altra, ma ora dobbiamo attraversare la notte. Jack Kerouac

02/03/09

Dibattito pubblico del 1 marzo: THE DAY AFTER

Buona presenza di pubblico ieri al castello per il dibattito organizzato dal Coordinamento delle Associazioni e dei Movimenti ma... finisce li. Carte alla mano, si sono ribadite le posizioni, si sono ribadite le convinzioni ma di vero dibattito e di contraddittorio vi è stato ben poco. Non si è giunti ad alcuna conclusione. Tutto è rimasto come prima del dibattito. Punto.

Se si può apprezzare la presenza del vicesindaco Donatelli (e di fatto la si apprezza) è pur vero che ci si sarebbe aspettato, dopo il suo intervento, che sostasse il tempo necessario perchè ne scaturisse il giusto contradditorio, per dare modo al pubblico e ai relatori di approfondire, finalmente, quel dibattito con l'amministrazione tanto invocato per mesi e che non si è mai avuto. Ma il vicesindaco sembrava in partenza come avesse in mano una metaforica valigia, sembrava stesse con un piede nella sala conferenze e l'altro piede già fuori dalla sala. Fatto l'intervento, che verteva non già sulla Curtis ma su un excursus su quanto è stato fatto nel corso degli anni per il castello, aggiustata la sciarpa ci ha salutati e se ne è ito, lasciandoci li a guardarci in faccia.

Stessa cosa dicasi per l'intervento del tecnico Antonio Fanigliulo.

Ci ha illustrato, in maniera svogliata e a tratti paternalistica, come se parlasse ad un branco di mocciosi ignoranti e petulanti il perchè, a suo avviso, la Curtis vada rimaneggiata con la pavimentazione, ma restando blindato alle rimostranze e alle proposte di chi non condivide gli interventi così concepiti.
Sono mesi che il tecnico Fanigliulo chiede a gran voce una proposta alternativa ma, di fatto, queste proposte il tecnico Fanigliulo non le ascolta.
Tanto di cappello per la sua indiscussa professionalità e per la sua passione ma non si può dire ad un uditorio che ha ottime motivazioni per non condividere : IO VOGLIO che la curtis diventi luogo di ritrovo 24 ore su 24.
Qui nessuno deve volere niente, il restauro migliore è quello che non si vede e, di fatto, la curtis da un punto di vista strettamente strutturale, non ha bisogno di quella pavimentazione. Si tratta solo ed esclusivamente di un intervento di "imbellettatura" scaturita dai gusti personalissimi di qualcuno e non di reali esigenze della struttura. Il tutto in virtù di una ipotesi visionaria di turismo che è cosa ben diversa dalle cifre di un turismo reale e sostenibile.

E comunque è necessario ricordare, con Salvatore Settis, che “la vera, grande ‘redditività’ del patrimonio culturale non è nella sua commercializzazione, e nemmeno nel turismo e nell’indotto che esso genera, bensì in quel profondo senso di identificazione, di cittadinanza, che stimola la creatività delle generazioni presenti e future con la presenza e la memoria del passato”.

Ripetutamente, negli ultimi decenni in particolare, a livello nazionale e locale sono state cancellate tracce importanti e preziose della nostra storia: da parti intere e bellissime dei centri storici a elementi importanti del paesaggio, a luoghi di interesse archeologico. Viviamo un'epoca e in un contesto dove impera "l'ignoranza dei colti", un contesto in cui alcuni pensano di essere legittimati a decidere per il bene dei molti. E pazienza se questi molti non condividono!
E chissà se per i nostri amministratori ha un qualche significato che "il nuovo Codice dei Beni Culturali e del paesaggio, nella sua ultima versione restituisce allo Stato (e quindi non alle realtà locali ndr.) il compito di tutela del paesaggio come bene nazionale"

Per vedere una cosa bisogna comprenderla” scrive Jorge Luis Borges (“There are more things”, in “Finzioni” – Adelphi – 2003). Cose che, prima, erano pietre, solo pietre e che diventano invece parti di un edificio o di una strada di duemila anni fa, ce ne raccontano la storia. Che storia ci racconterà il castello con la sua Curtis pavimentata?

Grottaglie non è Roma e la Curtis non è piazza di Spagna dove stendersi a terra e/o suonare la chitarra e fare il ramake di Woodstock. Il castello è un fortilizio medievale divenuto contenitore culturale, attraverso il lavoro di tanta gente nel corso degli anni, e non solo di quei pochi che oggi vi fanno la passerella! e come tale va rispettato e fruito.

Se si vuole fare la scampagnata e la "chitarrata" si va in altri luoghi.

Abbiamo il giardino Mediterraneo di fronte al castello, abbiamo le Cave di Fantiano, abbiamo la piazza accanto al municipio mai inaugurata e già in "disfacimento organico". Abbiamo cento altri spazi senza dover stravolgere l'assetto storico geografico morfologico della Curtis che, lo si voglia o meno, è ciò che rimane del ciglio della Gravina di San Giorgio e la obliterazione dei due terzi con la pavimentazione, così come da progetto, sarà un delitto contro le future generazioni.

E questa è una cosa che va detta forte e chiara. Chi si prende oggi l'opinabile "onore" di stravolgere la Curtis, tecnici dirigenti amministratori e chi per loro, si prenda "ad memoriam" anche l'onere di questa azione che non è un braccio di ferro tra l'amministrazione e un gruppo di associazioni, ma è un'azione che andrà ad infliggere una ferita profonda al territorio e ad un bene dall'indiscusso valore storico, deufradando le generazioni future!

Insomma siamo al punto di partenza. Come se tutti questi mesi di "lotta" non ci fossero stati. Tantissime le domande che restano senza risposta e tre punti fermi:

a)Il Museo della Ceramica a cui si vuole sacrificare la Curtis da un punto di vista istituzionale NON ESISTE, così come si è avuto modo di apprendere pubblicamente da uno stringato botta e risposta tra Etta Ragusa, rappresentante del Comitato Vigiliamo per la Discarica, membro del Coordinamento, e il vicesindaco Donatelli;

b)La grotta del Bottaio, pertinenza del castello, e su cui poggia la Torre Maestra, venduta ad un privato e di cui, secondo il vicesindaco Donatelli, l'amministrazione non era tenuta a sapere. Ma il castello E' anche le sue pertinenze! Perchè l'amministrazione non ha fatto in modo di essere acquirente privilegiato di una pertinenza così importante su cui poggia perfino la Torre maestra?;

c)La torre è piena di acciacchi, nel corso degli anni non si è mai provveduto al suo consolidamento (come invece è avvenuto per altre parti del castello) ma, secondo quanto affermato dall'architetto Fanigliulo in pieno uditorio, è stabile e non crolla.

In definitiva... la Curtis verrà pavimentata o no? Il dibattito si è concluso senza una risposta in tal senso.

LU LAURU

3 commenti:

antonio ha detto...

Concordo con le osservazioni e le amare conclusioni tratte da Lu Lauru alla fine (o forse non ancora?!) di questa vicenda.

Ho seguito attentamente gli interventi della serata, le osservazioni fatte, le domande, le relative risposte… E mi chiedo: Possibile che ancora non si arrivi a comprendere che quando si è chiamati a rispondere del proprio lavoro in qualsiasi ambito (sia esso pubblico o privato), non è serio che sia lo stesso autore a “garantire”, a voce e solo a voce per giunta, la bontà del proprio operato?
Una cosa è assumersi pubblicamente la responsabilità di quanto si intende realizzare, altra cosa è misurare e dichiarare il valore di una propria opera esclusivamente affidandosi al proprio personale metro di giudizio. Se poi, più che dimostrare passione e convinzione, si manifesta aspra ostinazione la cosa non può che scoraggiare il dibattito da parte di chi ha delle legittime perplessità da dimostrare.
In tal modo il confronto, quello autentico, dove sta?!

Capisco che un bravo amministratore, o un valente tecnico, si sentano vagamente irritati perché viene messo in qualche modo in discussione il loro lavoro, ma se ciò avviene in democrazia, senza alcuna prevenzione o accusa diretta alle singole persone ed alla loro esperienza professionale, con la semplice volontà di fare chiarezza, perché arroccarsi in posizioni di chiusura, con in più il dileggio di chi pone la questione.

In tutto ciò, alcune frasi secche e perentorie dette dall’architetto, mi hanno lasciato davvero basito, anzi “basolato” dovrei dire, “chiancato” insomma! Cito a memoria cose tipo:
“Nel castello non c’è nulla di interesse archeologico, è chiaro no?” (???)
“Comunque lavoriamo in pieno collaborazione con la Sovrintendenza archeologica. Tranquilli!”
“Le chianche non sono un problema, semplicemente si continua proseguendo dopo quelle che ci sono già!”
“…poi, come ho sempre detto, se non piace un colore se ne fa un altro, ogni proposta è ben accetta…”

Inutile davvero tornare qui sul ridicolo e reiterato invito alla presentazione di proposte alternative, quando l’unica, forte, solidale, articolata, convinta, informata, lucida, proposta di “conservazione” esposta dai cittadini è stata apertamente ignorata. Una proposta apparsa sì, questa, per nulla rigida e categorica.

La mediazione è un concetto così difficile da comprendere?

Restiamo dunque sul problema del “confronto”. Magari sarà vero che molti dei convenuti al dibattito non hanno una “competenza” specifica ed ampia, ma quella espressa con misura e precisione, nella fase di presentazione, da parte del coordinamento è parsa più che sufficiente per meritare risposte più convincenti, sostenute da DOCUMENTAZIONE.
Non quella vantata e mai mostrata ma quella ormai mitica documentazione fatta di “autorizzazioni”, “analisi storico-critiche”, “schede di restauro”, “relazioni” rilasciate da enti e professionisti preposti a valutare un progetto.
Se tutto è in regola che problema c’è, tanto “mica siamo abusivi!”, diceva lo stesso architetto ieri sera!
No certo, non siamo abusivi, solo molto poco “trasparenti” anzi decisamente “opachi”, in tutti i sensi.
Antonio

pietro annicchiarico ha detto...

molto interessanti sia il post che il commento di antonio (che mi sembra di conoscerlo, forse, da come è puntuale nelle argomentazioni, anche di carattere tecnico). azzardo un paragone: questa amministrazione è simile a quella di pignatelli che distrugge l'orologio per far spazio al nuovo edificio della pretura in piazza regina margherita. le amministrazioni distanti nel tempo, ma così vicine nei modi, mi sembrano animate dalla stessa profonda ignoranza e arroganza. il moderno vi seppellirà, sembrano dire ai cittadini, per una volta uniti e anche informati. e il futuro? come spiegheremo ai nostri figli che non si è stati capaci, nonostante i continui e ripetuti sforzi, di fermare la barbarie, la stupidità che anima quel bisogno implacabile di modificare l'esistente, il già giacente, solo per lo sfizio di dire: noi dominiamo le cose, e con le cose le persone che le abitano.

Anonimo ha detto...

purtroppo questa gente ha la maggioranza e forse tragicamente continuerà ad averla, in più farà conferenze sulla questione morale!