NEL TEMPO DELL'INGANNO UNIVERSALE DIRE LA
VERITA' E' UN ATTO RIVOLUZIONARIO (George Orwell)


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Torneremo a Times Square una volta o l'altra, ma ora dobbiamo attraversare la notte. Jack Kerouac

03/03/10

La luna e il drago diventa rivista? Chissà...

Ci pensavamo da un po' ad un prodotto che fosse alla portata di tutti. Se la montagna non va a Maometto è Maometto che va alla montagna, si dice così, nevvero? Spesso la gente liquida il settore artistico come fosse roba per pochi, ma non è così. L'Arte non ha colori e confini e per questo resta l'unico, vero mezzo per comunicare senza barriere.

Con il Caffè Letterario abbiamo dunque dato vita a questo prodotto che non vogliamo, per ora , definire. Può darsi che resti una Newsletter del Caffè, distribuita esclusivamente in rete, o può darsi che diventi una rivista e che cresca anche come numero di pagine (adesso sono otto pagine a colori). Può darsi perfino che diventi cartacea. Chissà....

Newsletter 310

In questo numero zero una mescolanza eterogenea di argomenti e collaborazioni varie elencate in ordine alfabetico:
Emilia Calpini, Eva Czerkl, Josè Van Roy Dalì, Marcello De Giorgio, Emanuela De Siati, Angela Ferilli, Maria Cristina Lenti, Alessandro Lenti, Carmela Montella.

La News è a cura di Anna Montella
con la collaborazione di Michele Manisi per l'impaginazione.


Per chi avesse problemi a vedere il pdf sul blog, può essere utile il link a seguire:
http://www.scribd.com/full/27769196?access_key=key-uf6ehvia6lhvprgfgjw

37 commenti:

Anonimo ha detto...

Bella idea! Vedete che sapete essere anche interessanti quando volete?

anna montella ha detto...

Perchè di solito non lo siamo?????????? :-)

Anonimo ha detto...

Tanti auguri!c'è bisogno di buone idee e di originalità; spesso il buio contribuisce a far risaltare meglio le stelle. Etta Ragusa

anna montella ha detto...

Grazie Etta :-)

caosordine ha detto...

complimenti alla volontà ferrea di anna, e alla collaborazione di tutti gli altri. bella la frase di etta, bisognerebbe incorniciarla for ever

anna montella ha detto...

Vi ringrazio tutti anche chi i complimenti me li ha fatti via e-mail. Naturalmente non sono una "complimentona", della serie che voglio o sollecito i complimenti, ma se me li fanno per qualcosa cui tengo e a cui ho dedicato ore ed ore di lavoro, li apprezzo.

I miei compagni di viaggio in questa fase del progetto, poi, sono stati fantastici.

La frase di etta è superba. Non solo bella ma, soprattutto, emblematica.

caosordine ha detto...

certo è l'emblema di ciò che accade a Grottaglie. C'è tanta gente che lavora umilmente in silenzio, al buio, senza riflettori accesi, ma ugualmente riesce a ottenere splendidi risultati grazie all'inventiva ed alla cooperazione. Sarebbe bello avere una rivista di letteratura e arte a Grottaglie, con respiro nazionale ed oltre.

Anonimo ha detto...

complimenti alla volontà ferrea di anna, e alla collaborazione di tutti gli altri. bella la frase di etta, bisognerebbe incorniciarla for ever caosordine

se ti entusiasmi cosi per una frase, hai letto molto poco caro/a caosordine

Anonimo ha detto...

qualcuno può spiegarmi il senso del post precedente? e lei anonimo per che cosa si entusiasma?

anna montella ha detto...

La frase di etta, al di là che l'abbia detta in un contesto che si riferiva a noi, è una bella emblematica frase che può essere interpretata in molteplici modi, non ultimo quello collegato ai "cacciatori del buio" e al parco delle stelle.

A mio avviso se Pietro Annicchiarico (caosordine)si è entusiasmato a quella frase è proprio perchè... è in grado di comprenderla più di tanti altri. Ma su questo non mi esprimo oltre. Se Pietro vorrà sarà lui a rispondere ai dubbi e alle incertezze dell'anonimo amico.

Anonimo ha detto...

Anna, credo che non ci sia da aggiungere altro, anche perchè mi fido ciecamente dell'intelligenza dei lettori di questo blog. Insomma ho già scritto in un post precedente quello che penso di quella frase. Non intendo ripetermi. L'invito andrebbe rivolto all'anonimo, sempre che sia capace di esporre chiaramente il suo pensiero, che finora mi sembra appena abbozzato.

Anonimo ha detto...

Il mio senso di liberta' e' cosi alto e profondo che sono contento che ella si fidi ciecamente dell'intelligenza dei lettori di questo blog.
E poiche' anche io sono un lettore di questo blog, ella si fida ciecamente anche della mia intelligenza,per la proprieta' transitiva dell'uguaglianza.Vero?

Fidandosi ella ciecamente della mia intelligenza(sono sue parole), la ringrazio,innanzitutto, per l'intelligenza attribuitami(in questo caso non ha sbagliato) e,nel contempo,le voglio precisare che cio' che a lei sembra e' e rimane una sua opinione(per definizione) ed essendo una opinione mera e semplice,tale opinione e' soggettiva e quindi non ha valore scientifico,oggettivo e razionale.

Naturalmente quanto detto si adatta anche a cio' che e' una mia opinione.

Da questo si deduce che cio' che a lei sembra "appena abbozzato", puo' essere,invece, in embrione(e' diverso)e volutamente in embrione e spetta al lettore, (naturalmente che ne e' capace) trarre da esso tutto cio' che vi e' insito, cosi come l'ape industriosa sugge il nettare della corolla.
Potrei citare, all'uopo,l'euristica o la maieutica socratea per suffragare quanto esposto, ma mi limito alla semplice citazione dei vocaboli e come lei, non intendo ripetermi per non tediare chi legge.

In relazione alla frase citata, sul cui giudizio ella si e' adontata nonche'adirata ,arrovellata e accigliata, le ricordo, sommessamente ed umilmente, che i nostri padri hanno fatto la Resistenza acciocche' ognuno di noi avesse il diritto di esprimersi come meglio sa e come meglio crede, quando questo esprimersi non lede l'educazione, il bon ton, il galateo e le norme essenziali del vivere civile.

Ergo, poiche' il mio naturale ed "appena abbozzato" intervento non ha leso alcuna di queste semplici norme(cosi' come il mio solito costume),la invito ad essere piu' serena e tollerante con chi non la pensa come lei.Vedra' che ne godra' in tranquillita' di animo,in serenita' mentale e in relazioni sociali.

A lei piace la frase? Mi congratulo con lei e mi battero' sempre affinche' tale frase continui ad avere il suo piacere.

Visto che e' un ammiratore di questi effetti, mi permetto di consigliarle, in assoluta umilta' il Notturno (Nightfall, 1990)che è un romanzo di fantascienza scritto da Isaac Asimov e Robert Silverberg che a me ha dato il sollucchero e l'estasi di una profonda e meditata nonche' sognata lettura.

Inutile ,forse, dirle che io molte volte celio, scherzo,gioco proprio per provare la reazione del lettore:e mi diverto leggendo le piu' strampalate reazioni.

E,poiche' sono in vena filantropica, le sussurro nell'orecchio destro che conosco la Etta Ragusa da tempo immemorabile e nutro verso di lei, per tanti motivi, la piu' grande stima.Non avrei mai detto alcunche' di offensivo nei suoi riguardi.

Spero di non aver tediato lei e l'uditorio, ma sa, ognuno scrive come sa e come puo'.

Stia sereno!


Voltaire

Anonimo ha detto...

Perchè proprio nell'orecchio destro?

Anonimo ha detto...

Tornano in alto ad ardere le favole.
Cadranno colle foglie al primo vento.
Ma venga un altro soffio, ritornerà scintillamento nuovo.
Ungaretti

Anonimo ha detto...

Secondo Leonardo Da vinci, l'orecchio destro e' quello che nell'uomo ha la sensibilita' maggiore per gli ascolti e la ricezione dei suoni....

Alla poesia di Ungaretti rispondo, se mi e' consentito, con una poesia di un autore che idolatro, Salvatore Quasimodo, mai cosi attuale in questo nostro tempo in cui il pianeta e' dilaniato da guerre:
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.


Voltaire

anna montella ha detto...

Bellissime poesie e grandi autori entrambi.
Non la sapevo questa cosa dell'orecchio. In effetti ho fatto la prova e ho notato che... dall'orecchio destro ci sento meglio :-)

carmelamontella ha detto...

IL DIALOGO SOCRATICO
Socrate si impegna nello studio dei DISCORSI, a differenza dei sofisti, egli non considera il
discorso come semplice strumento di persuasione, non cerca l’opinione soggettiva, ma la verità oggettiva.
Il filosofo vuole insegnare a dialogare a ricercare la verità nel e mediante il dialogo.

“SO DI NON SAPERE”
La sua pratica filosofica fondamentale è la confutazione del sapere corrente.
Cioè la dimostrazione che ciò che si ritiene vero si basa su una serie di opinioni e affermazioni
che analizzate si rivelano in contraddizione fra loro e non sono fondate.
Non l'affermazione presuntuosa della propria competenza e del proprio sapere ma per Socrate il riconoscimento della
propria ignoranza, cioè il "sapere di non sapere", costituisce il passaggio obbligato per ogni reale acquisizione di verità.
Colui che presume di sapere non assumerà un atteggiamento di ricerca.
Quindi coloro che credono di sapere sono doppiamente ignoranti perchè, come Socrate, non sanno, ma soprattutto a differenza sua, non si rendono conto di non sapere. Da qui il compito del filosofo di rendere gli uomini non più sapienti ma più consapevoli di sè e dei limiti del proprio sapere. Per lui è essenziale insegnare a ragionare, cioè abituare gli individui a
riflettere per raggiungere autonomamente le proprie convinzioni e compiere le scelte giuste.

L'IRONIA
Per smascherare la boria intellettuale e la presunzione di sapere di molti suoi concittadini adotta il metodo dell'ironia, una
sorta di simulazione con il quale il filosofo finge di essere del tutto ignorante sul tema in discussione ed incalza il proprio
interlocutore interrogandolo, chiedendogli di illuminarlo con il suo sapere, costringendolo prima a sostenere una tesi, poi ad ammettere la sua contradditorietà e incoerenza, quindi la falsità, facendogli toccare con mano la reale ignoranza su cui si basava quella sua presunzione di sapere.

"LA MAIEUTICA"
Dopo l'ironia segue quella della MAIEUTICA cioè l'arte di far partorire, non i corpi ma le anime. L'arte Socratica non
trasmette il sapere, ma si limita a comunicare lo stimolo per la ricerca aiutando ciascuno a generare, cioè a far nascere da
sè la verità.

sgrunt ha detto...

Destro o sinistro che sia, sente meglio solo l'orecchio che vuol sentire, mentre sordo ad ogni parola è, chi le parole altrui non vuol considerare.

mia

carmelamontella ha detto...

Nel post su Socrate cercavo di spiegare LA MAIEUTICA SOCRATEA menzionata nel post di Voltaire, visto che a breve ho l'esame sul "pensiero filosofico antico", spero di esserci riuscita.

A Voltaire dico che è un ottimo sofista!

Anonimo ha detto...

Ringrazio la gentile Carmela Montella per l'attribuzione del termine"sofista" alla mia umile ed indegna persona.

La nostra studentessa ,cosi, ha mostrato di non ignorare che il termine sofista, nella filosofia contemporanea, ha perso tutta quella negativita' che lo ha contraddistinto per tanti secoli; cosi come Nerone non e' piu' considerato,dalla moderna storiografia, colui che ha incendiato Roma ma, al contrario, un oculato imperatore,osteggiato dalla classe senatoria; e il Medioevo non e' piu' definito come il periodo dei secoli bui ma un periodo storico ricco di fermenti culturali e creativi.


Riporto un brevissimo passo di Gadamer, considerato uno dei maggiori esponenti dell'ermeneutica filosofica mondiale ,allievo di Paul Natorp e di Martin Heidegger:

"È molto difficile rimuovere la convinzione che i sofisti fossero intellettuali distruttori. Questa è l'immagine tracciata da Platone, perchè egli propugnava un principio di solidarietà per la costruzione di un ordine nella società. Tucidide ha descritto magnificamente la disgregazione dei costumi, l'assedio di Atene, la peste e così via: ma dare la responsabilità di tutto questo ai sofisti, a questi maestri che insegnavano la virtù politica per conseguire il successo nella vita pubblica, è una leggenda che noi oggi dobbiamo oramai ripensare".



Detto questo,e' appena il caso di precisare che l'arte della maieutica in Socrate fu prelevata dalla madre,la levatrice Fenarete e che Socrate non ha scritto nulla e tutto cio' che sappiamo di lui lo sappiamo attraverso la intermediazione di Platone, suo discepolo..

Il forum e' una piazza e ,come tale, ognuno la frequenta come sa e come puo': alcuni per rompere le scatole al prossimo,alcuni per divertirsi,alcuni per saggiare se stessi, alcuni per manipolare l'informazione,alcuni per fustigare i costumi, alcuni misurare le potenzialita' degli interlocutori,alcuni per esprimere il proprio pensiero, alcuni per tentare di cambiare l'andazzo, alcuni per mandare messaggi,alcuni per mostrare la propria cultura,alcuni per indicare l'ignoranza(non socratica)degli altri;alcuni per giocare con le parole.

A me piace fare tutto questo,con modi garbati,educati e privi di offese e contumelie,cercando di dare un contributo fattivo alla discussione e non dimenticando che:

a)il saggio non sa nulla;
b)l'intelligente sa poco;
c)il cretino sa tutto.

Termino riportando la frase del mio amato professore di filosofia che diceva:tutti gli uomini sono filosofi, per semplice definizione del termine uomo.

Auguri per l'esame e mi si permetta la battuta:seduta davanti al suo esaminatore,sig.na Montella, sia una sofista ( so di sapere)e non una socratica(so solo di non sapere).

un saluto

Voltaire

anna montella ha detto...

Bella discussione, appassionante. Anche se non sono molto addentro alla questione. Anni fa lessi un libro sul sufismo che è altra cosa rispetto al sofismo ma, che fino ad oggi, avevo creduto fossero la stessa cosa. Chiedo venia per la mia ignoranza ma non ho difficoltà ad ammetterla e sono sempre pronta ad imparare nuove cose.

Leggendo la disamina di Voltaire circa le motivazioni per cui ciascuno di noi frequenterebbe la piazza, il forum, l'agorà mi chiedevo il motivo per cui io lo frequenti. Non già il perchè esista questo blog, che è altra cosa rispetto al perchè io lo frequenti.

Anche se potrebbe apparire strano, perchè tanti con la verità in tasca avranno una propria idea circa il perchè io frequenti "la piazza", una idea di cui saranno aricisicuri e convinti, personalmente, però, ancora non so darmi una reale, convincente risposta.

Franz Van puff ha detto...

Anche la curiosità e l'impicciatament è per molta gente motivo di presenza e partecipazione nei forum e nei blog, ma qualunque sia il motivo ciò che conta è esserci perchè per futile, seria o giocosa che sia la discussione, lo scambio intellettual/sociale che avviene lascia sempre qualcosa di nuovo e utile alle persone che partecipano

Anonimo ha detto...

Sofisti (so di sapere)o socratici (so di non sapere). I primi arroganti, i secondi ipocriti.

anna montella ha detto...

Oh beh da un certo punto di vista il parere dell'anonimo amico su socratici e sofisti non è proprio da sottovalutare.

Per il franz puffoso: ti dirò non sono proprio d'accordo. Sempre più spesso mi rendo conto che il mezzo informatico, se da una parte allarga il giro di conoscenze dall'altra diventa un mondo chiuso a sè stante in cui, paradossalmente, l'individuo si isola ancora di più. Io leggo un facebook da brivido per esempio. Gente che parla da....sola. Ciascuno esterna il proprio pensiero o stato d'animo ma chi lo recepisce? Sembra che ciascuno veda solo sè stesso e ciò che scrive in una girandola di post fini a sè stessi. Ma questo è un discorso lungo.

Anonimo ha detto...

a) per Franz Van puff : sono d'accordo con te sulle motivazioni;

b)Sofisti (so di sapere)o socratici (so di non sapere). I primi arroganti, i secondi ipocriti.

E' una tua affermazione che non condivido ma rispetto nell'ottica che ognuno puo' esprimere il proprio parere. Potrei confutare la tua osservazione portando il parere di numerosi filosofi moderni e della stessa epistemiologia contemporanea, ma basterbbe leggere Gadamer e il passo che ho riportato.E stiamo parlando di uno dei maggiori filosofi moderni, non del pizzicagnolo di dietro l'angolo.

Ma,ribadisco, rispetto ogni idea.

c)Per la sig.ra Montella:il mio parere e' dettato e dalla mia convinzione e dalla lettura e studio di numerosi testi di filosofia e storia contemporanea.

Il sapere e' come un organismo vivente, si evolve,muta,si trasforma:alle scuole elementari si studiava che Nerone ha incendiato Roma; oggi in nessun testo di storia antica, ribadisco nessun testo, si legge piu' questo.
Lo stesso dicasi per il medioevo che non e' piu' considerata una eta' intermedia e/o negativa.
Anche negli anni 50 si diceva che i comunisti mangiavano i bambini: forse che oggi lo diciamo ancora?

Al liceo ho studiato che i sofisti erano saccenti e qualche testo dell'epoca asseriva che fossero stati loro a condannare Socrate a morte.
Oggi nessuno storico della filosofia si sognerebbe di scrivere una tale scemenza.

Preciso,alla fine, che io non sono ne' un sostenitore dei sofisti ne' contro Socrate ma, nel mio piccolo, cerco, (e ribadisco il verbo cercare), di dire cio' che penso e cio' che corrisponde al vero.
E il vero, per la storia e per la scienza, sono i DOCUMENTI:il resto sono opinioni.






Un saluto

Voltaire

anna montella ha detto...

Io "vengo" dal liceo scientifico e non dal classico, quindi la mia formazione è differente, benchè le materie umanistiche restino la mia grande passione che ho, però, approfondito per mio conto e rielaborato nel corso del tempo.

Non mi addentro in questioni filosofiche se non in quelle dettate dal buon senso. Per quanto mi riguarda non si finisce mai di imparare. La Cultura e la ricerca del Sapere sono per me un po' come per Kavafis la sua Itaca.

"... Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?


Perciò senza quell'ansia di sapere, di capire, di scoprire... il cammino dell'Umanità si sarebbe interrotto. Quindi, tutto sommato, mi sento assai più vicina al pensiero socratico (so di non sapere), e senza alcuna ipocrisia, piuttosto che al sofismo.

ps. in quanto al sufismo (che è altra cosa del sofismo) , cui ho accennato qualche post addietro confesso, con somma vergogna e auspicando che l'amico che me lo prestò come fosse un tesoro non lo sappia mai (per fortuna non legge blog perchè non sa manco accendere il pc :-p) dicevo che.... non ho mai finito di leggere il libro p'kkè... nunn'era cos'. A tutto c'è un limite! :-)

Anonimo ha detto...

Non voglio tediare, ma questi discorsi mi toccano e quindi...approfitto.

Il sofista e' un uomo che sa di sapere ma non per questo si ferma, ma e' sempre alla continua ricerca del sapere,ovvero della sofia(scienza) ovvero dell'arethe'(virtu').

Il sapere e' un supplizio di Sisifo,l'allegoria dell'umano tormento , perche' "piu si sa e piu' si vuol sapere".Una ricorsa continua e senza fine.

Ma e' chiaro che la sofia o l'arethe' non e' per tutti, ma semplicemente per gli àristoi, ovvero i migliori.E i migliori sono quelli che si innalzano al di sopra degli altri, volano piu' in alto degli altri,vedono piu' degli altri:potremmo dire che sono i superuomini a cui dovrebbero essere affidati i destini del mondo.
Platone stesso ed Aristotele disegnano la citta' ideale, la polis, in cui il governo viene consegnato nelle mani degli presbuteroi, gli anziani che assommano l'esperienza e il sapere.Cosa c'e' di meglio?

E a tanti secoli di distanza Kavafis giunge alle stesse conclusioni.Il suo Ulisse non e' un superuomo che carico di anni,esperienza e conoscenza ritorna alla petrosa sua Itaca?

"E se la ritrovi povera, Itaca non t'ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un'Itaca".

Cara signora Anna, la cultura che non e' acqua e' sempre apprezzata,soprattutto da me e sono semplicemente da lodare quelle persone che cercano di bere sempre di piu' alla fonte perenne della conoscenza: ne avessimo di tale gente! Il paese e l'Italia andrebbe certamente meglio!

Il liceo e' un punto di partenza ma tocca ad ognuno di noi prefigurare una via di arrivo.

Le "lotte e le diatribe" tra il vecchio liceo classico( il mio, che ora e' solo un ricordo e non esiste piu') e il liceo scientifico sono state lasciate su un banco di scuola e su un vocabolario.Acqua passata.

Un saluto


Voltaire

anna montella ha detto...

gli anziani che assommano il sapere e l'esperienza....Evidentemente nel corso dei secoli devono essere cambiati i criteri di valutazione visto che si sente un unico grido: LARGO AI GIOVANI! E devi tingerti i capelli e vestirti come un figlio dei fiori perchè, se scoprono che hai superato i 40 anni, sei un uomo/donna finito/a :P

Franz Van puffen ha detto...

Esimia sig.ra Montella, per la precisione il compiuter è un mezzo informatico, non Internet che è solo una finestra spalancata su un mondo particolare, sorgente infinita di scambio del sapere e di opinioni ma anche specchio deformato e deformante di chi frequenta alune aree come blog e forum a scarso contenuto culturale e le chat del frivolo e del rimorchio, presunti sogni e gloria del proprio sapere e mezzo spesso utilizzato per allargare la propria immagine e ombra sugli altri in una forma di prevaricazione coercitiva impensabile e improbabile se non impossibile nel proprio quotidiano.
La solitudine a cui lei accenna non è il risultato della frequentazione di internet, ma la ragione intrinseca per cui molti con problemi di socializzazione si riversano in quel luogo a caccia di presunte e poco probabili nuove e facili amicizie, che qualche volta si concretizzano solo con il ripetuto contatto diretto a visus, altrimenti restano semplici conoscenze anche se si afferma il contrario, ma resta solo una utopica speranza.
Facebook è solo il surrogato di vetrina più che di salotto in voga attualmente, la moda del momento che sta sostituendo progressivamente i classici forum, blog e soprattutto chat, un posto dove dare sfogo al proprio ego e mettersi in vetrina per molteplici ragioni, che vanno dal pubblicizzarsi per lavoro fino a voler lasciare tracce di se nel mondo digitale, ma la massa lo fa prevalentemente con la scusa delle nuove amicizie, prova ne è che, ad esclusione dei soliti marpioni/e a caccia di avventurette e prede facili,( che hanno trovato terreno fertile nei social network dopo aver fatto terra bruciata nelle chat prima e nei forum a globale diffusione come quelli di Hotmail/msn dopo, per cui sono calati in massa a "socializzare" nei nuovi nati virtuali), la gente si mostra con foto, filmati e generalità reali senza ne considerare ne conoscere la struttura del sistema, per cui gli amici dei miei amici diventano amici miei in una girandola di presunte conoscenze, questo comporta che chiunque del giro può avere accesso alle aree private personali, mettono a rischio sia la privacy che la propria immagine reale.... e scusate se è poco.
Si segue la moda senza considerare che certe mode possono rivelarsi molto pericolose e lesive se non se ne conosce natura e funzionamento, i ragazzi specialmente i minori sono quelli più a rischio in quell'ambiente, che non è ne da demonizzare, ne da glorificare,( perchè come tutte le cose create dai cervelloni, sono buone o cattive a seconda dell'uso che se ne fa), ma da usare con cognizione di causa per trarne qualche reale beneficio e utilità.
A parer mio il classico contatto personale a visus è quello che paradossalmente e con le dovute precauzioni resta sempre il migliore e meno rischioso per fare nuove amicizie e alleggerire la solitudine....dell'anima, dopo di che può anche scaturire un profiquo scambio del sapere. :-)

anna montella ha detto...

Esimio dott. Franz ed è per l'appunto al computer che mi riferivo chiamandolo mezzo informatico.

In quanto alla solitudo/ solitudinis da internet, è chiaro che va ad aggiungersi ad una solitudine preesistente e, in molti casi, la acuisce.

Meglio faremmo tutti quanti ad alzare il culo dalla sedia, spegnere il pc, ed andare a vedere se quell'albero verso la stazione ha messo i primi fiori di mandorlo.

anna montella ha detto...

Esimio dott. Franz ed è per l'appunto al computer che mi riferivo chiamandolo mezzo informatico.

In quanto alla solitudo/ solitudinis da internet, è chiaro che va ad aggiungersi ad una solitudine preesistente e, in molti casi, la acuisce.

Meglio faremmo tutti quanti ad alzare il culo dalla sedia, spegnere il pc, ed andare a vedere se quell'albero verso la stazione ha messo i primi fiori di mandorlo.

Anonimo ha detto...

Quando scrivo

Quando scrivo
E così avviene che quando scrivo io avete l'impressione che scriva un analfabeta perchè non ci si vede mai traccia delle molte letture come appare invece nei vostri scritti. Voi vi valete di vocaboli e citazioni e nomi propri che nelle persone colte che vi leggono richiamano milioni di conoscenze già acquisite. Io invece uso ogni parola come se fosse usata per la prima volta nella storia come usano fare gli analfabeti e quelli che a loro si vogliono efficacemente rivolgere. E così vi faccio ridere di pietà e vi passate l'un l'altro i miei scritti come vi passereste un oggetto bello intagliato nel legno da un selvaggio.

Don Lorenzo Milani priore di Barbiana

Nell'ordine delle cose. ha detto...

Quando scrivo

Quando scrivo....scrivo con le modalità dell'interlocutore, sapienza con sapienza, ignoranza con ignoranza( nel senso che ignora le cose), semlicità con semplicità e cortesia con cortesia, al di la delle semplicistiche valutazioni di chi legge senza essere l'interlocutore diretto, che nulla può se non domandare.
Il modo più semplice per farsi capire è usare un linguaggio consono per chi deve recepire, l'intelligenza nello scambio di opinioni sta proprio nel sapersi adeguare agli altri e nel venirsi incontro nel linguaggio, il saccente non verrà capito dai più, come non verrà capito nemmeno chi si crede non all'altezza del saccente, l'intelligente che non capisce una cosa chiede lumi, non punta il dito verso chi apparentemente o no, scrive da acculturato.

anna montella ha detto...

Molto bello lo scritto del 1955 che don Lorenzo Milani inviò al Meucci. Manca però la prima frase che forse darebbe maggiore forza e significato al resto:
"Io invece passo gran parte della giornata a far chiacchierare degli analfabeti per far del bene a loro e per arricchirmi io d'un mucchio di cose che da loro posso imparare..."

spezzacatene ha detto...

Però à rascione ton milani. Nò putiti parlà nu picca cchiu terra terra? Iu la veritade nò agghiu capitu nienti ti totta quera cosa ti socrate, eppuru mù sciutu alla scola accuete!

Anonimo ha detto...

Non credo che basti usare termini letti ed imparati a memoria per dimostrare di saper comunicare. Anzi. Sono sicuro che sia più difficile semplificare un concetto complesso e spiegarlo anche ai non acculturati, che complicare con barocchismi inutili, per vezzo e narcisismo, dei concetti semplici, giusto per umiliare l'interlocutore e mettersi su un piedistallo. Una splendida rubrica di un compianto settimanale satirico (Cuore) avrebbe detto all'esimio quanto falso illuminista: parla come mangi.

verba volant scripta manent- ha detto...

Il detto è di origine romana ( moderno)e dice " parla come magni", sta ad intendere che occorre parlare con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, come dire casareccio, sia agli strutti che ai burini, aiutandosi se necessario con degli esempi adatti e comprensibili agli interlocutori.
Cosa non molto facile, perchè sarebbe utile conoscere anche dialetti e modi di dire del luogo di provenienza di chi ci ascolta, per far si che le nostre idee risultino di facile comprendonio per tutti, accontentiamoci di fare uno sforzo intellettivo per farci capire, mentre chi ascolta si sforzi di chiedere se non ha capito una ceppa :-)